La Banda dei Niscemesi

Era la banda di delinquenti più feroce e agguerrita che si ricordi;
più pericolosa per la ferocia degli elementi che la componevano della
stessa banda Giuliano.

E. Messana
Ispettore generale di P.S. per la Sicilia

Il nuovo libro di Giuseppe D’Alessandro

 la-banda-dei-niscemesi-copertina-web La Banda dei Niscemesi

Finita la seconda Guerra Mondiale a Niscemi, come in altre parti della Sicilia, esplose il fenomeno del Banditismo.

Decine di persone guidate da Rosario Avila (detto Canaluni) e Salvatore Rizzo si diedero alla macchia, commettendo decine di delitti: estorsioni, rapine, sequestri di persona e tanti omicidi, terrorizzando la Sicilia orientale.

Come per la banda Giuliano, i Carabinieri furono le vittime preferite: il 16 ottobre 1945 in un agguato in contrada Apa ne uccisero tre, ma la strage più eclatante fu quella di Feudo Nobile con il sequestro di 8 carabinieri orrendamente massacrati in territorio di Mazzarino.

L’eccidio – secondo la ricostruzione storica – fu perpetrato come rappresaglia per l’arresto di Concetto Gallo, capo dei Separatisti, dopo la famosa battaglia di Monte San Mauro tra l’esercito italiano e quello dei Separatisti.

Il libro vuole rispondere alle tante domande che, a distanza di oltre settant’anni, sono rimaste prive di risposta:

  • Chi era il vero capo della Banda?
  • Chi erano tutti i componenti?
  • È vero che Canaluni incontrò Salvatore Giuliano?
  • Vi fu una trattativa tra lo Stato e i Banditi per la liberazione dei carabinieri sequestrati?
  • È vero che Avila padre e figlio avevano la tessera del Movimento per l’Indipendenza della Sicilia?
  • I banditi niscemesi parteciparono alla battaglia di Monte San Mauro tra l’esercito italiano e l’EVIS?

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LA BANDA DEI NISCEMESI

Il libro è disponibile presso la cartolibreria RIZZO PIETRO, via XX Settembre 77, Niscemi (CL)